La Regione sta definendo una riforma del sistema
socio-sanitario che vedrà la creazione di un assessorato
al Welfare destinato, insieme all’assessorato alle politiche
attive del lavoro, a raggiungere due obbiettivi: lotta alla
povertà e contrasto all’esclusione sociale. Questa  politiche il presidente Roberto Maroni le ha riassunte in modo provocatorio con il termine di “reddito di cittadinanza”.  Di reddito di cittadinanza ne hanno parlato in diverse occasioni anche in Regione Lombardia, i grillini e il Movimento 5 Stelle aveva depositato più di un anno fa un progetto di legge che chiedeva  di istituire "un reddito minimo lombardo". Una proposta di legge che potrebbe rappresentare un punto di partenza ora per definire un piano che coinvolga anche formazione e lavoro.  "In un momento di crisi economica come quello che stiamo attraversando – ha spiegato il governatore lombardo – ci sono fasce crescenti di popolazione che soffrono e non hanno la possibilità di raggiungere i requisiti di sussistenza minima".  “Non si tratta però” – specifica Maroni in risposta alle perplessità dello stesso segretario federale del Carroccio Salvini – “di elomosina pubblica, da parte dello Stato e della Regione: si tratta di politiche attive, che passano attraverso il lavoro.” Maroni conta di iniziare la sperimentazione già prima dell’estate, utilizzando parte dei Fondi europei. Ovvero gli oltre 220 milioni di euro del Fondo sociale europeo destinati alla lotta alla povertà.  Il presidente lombardo, precisando che il piano sul Reddito di cittadinanza sarà calibrato sulle specificità del territorio della Lombardia, ha ribadito di
volere il più ampio contributo possibile da parte delle realtà
del terzo settore, del volontariato, del sindacato,  perché conoscono meglio i problemi e le priorità e hanno un rapporto diretto e immediato con i soggetti ai quali le politiche regionali saranno rivolte. Politiche che accompagneranno quelle verso le imprese e il mondo del lavoro ma che saranno rivolte in modo specifico agli esclusi,  alle persone e alle famiglie più fragili.  Entro la metà di giugno si svolgerà una grande assemblea di tutte le associazioni che hanno a cuore i temi dell’inclusione sociale, delle politiche attive per il lavoro, della lotta alla povertà, della
solidarietà nei confronti di chi soffre, per definire quali
politiche attuare per attuare il modello lombardo del Reddito
di cittadinanza.

dal giornale online: Più Valli TV – News
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