Sulle legge regionale lombarda del “ticket del soccorso alpino”, c’è anche il via libera del Governo. L’imprudenza in montagna costerà quindi a chi richiede l’intervento dei soccorsi, senza reale necessità, fino al 50% del costo del servizio. La norma contenuta nel progetto di legge “Disposizioni in materia di soccorso alpino e speleologico in zone impervie” era già stata approvata dalla Commissione Sanità Lombardia e poi varata dal Consiglio Regionale Lombardo, ed era in attesa del varo ufficiale da parte di palazzo Chigi.  Negli ultimi mesi, infatti, Roma ha impugnato davanti alla Corte Costituzionale diverse leggi promulgate dalla Regione, tra cui quella sulla costruzione di nuovi luoghi di culto e quella sull’eradicazione delle nutrie. Non ha però impugnato la legge sulla compartecipazione alle spese del soccorso alpino. Il Consiglio dei Ministri ha quindi dato il proprio via libera  alla legge che introduce il pagamento del soccorso alpino nei casi di non necessità, imprudenza o negligenza da parte della persona soccorsa. In questo modo il cittadino dovrà contribuire alle spese di soccorso nei casi in cui non vi siano ricoveri o accertamenti sanitari, e sarà tenuto ad una “partecipazione aggravata” in caso di comportamento imprudente. La legge stabilisce che la valutazione dei casi sarà a carico della sala operativa regionale di AREU 118, l’ente che in Lombardia coordina i soccorsi avvalendosi del Soccorso Alpino, in coordinamento con l’èquipe di soccorso sanitario.  Il tariffario verrà definito “entro 120 giorni dall’entrata in vigore della legge, sentita AREU e la Commissione consiliare Sanità. In ogni caso il richiedente non potrà pagare più del 50% del costo effettivo del servizio mentre per i residenti in Lombardia è prevista una riduzione del 30% sul costo a carico”.

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