La condanna a 4 anni e 8 mesi di carcere, emessa dalla Corte d’assise d’appello nei confronti di Mohamed Jarmoune, marocchino 23 enne di Niardo accusato di terrorismo internazionale, è ora definitiva. La Cassazione infatti ha respinto il ricorso con il quale il legale difensore Giuseppe De Carlo chiedeva ai giudici di rivedere la condanna annullandola o ridimensionandola, poiché secondo la difesa il giovane non sarebbe un islamista e non avrebbe mai pianificato attentati. Lo stesso Mohamed Jarmoune avrebbe sempre negato ogni accusa. L’arresto del giovane era avvenuto il 15 marzo del 2012 quando la Digos di Brescia nel corso di approfondite indagini contro il terrorismo, era arrivata ad approfondire l’attività del giovane sui social network. Secondo gli inquirenti e gli investigatori, il 23enne cresciuto a Niardo, in Valle Camonica dove era giunto all’età di 6 anni, avrebbe avuto una doppia vita: accanto a quella reale, fatta di amici, famiglia e di passione per la musica, quella virtuale. Dalle indagini effettuare sul web, sarebbe emerso il profilo di una persona diversa, che sognava di diventare un guerrigliero islamista, ossessionata dal martirio, dagli infedeli e dalla guerra all’Occidente. Sul suo pc sarebbero stati trovati filmati inneggianti al Jihad, poi diffusi su un forum da lui stesso creato che contava centinaia di adepti. Avrebbe condiviso migliaia di file con istruzioni per fabbricare ordigni a basso costo e scaricato da Google mappe di luoghi «sensibili» per progettare un attacco. Accuse rigettate dalla difesa e dal giovane stesso che ha sempre affermato che quell’attività su Internet rappresentava solo una svago. Non l’hanno però pensata allo stesso modo i giudici della Corte di Cassazione che respingendo il ricorso della difesa, hanno confermato la condanna in appello che il 23enne sta scontando nel carcere di Rossano Calabro in Calabria. Non avrebbero sottovalutato la sua azione nemmeno altri connazionali come Anas el Abboubi, il marocchino di Vobarno arrestato per terrorismo e sparito in Siria dopo la scarcerazione del Riesame, che nelle conversazioni intercettate dagli inquirenti, avrebbe parlato anche di Mohamed Jourmoune, indicandolo come modello da seguire.
dal giornale online: Più Valli TV – News
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