Presentata dall’Ance e consegnata al Governo, la piattaforma di opere rapidamente cantierabili frutto della ricognizione del sistema associativo su tutto il territorio nazionale. Opere fondamentali per la sicurezza delle città e il miglioramento della qualità della vita. In testa alle segnalazioni ci sono, infatti, interventi su edifici scolastici (20%), opere di riqualificazione urbana (16%), manutenzione delle strade (13%) e contro il rischio idrogeologico (13%). Tutti interventi che non possono essere rimandati, come emerge anche dalle cronache degli ultimi giorni che hanno messo ancora una volta in luce la fragilità del Paese. In Lombardia, sono stati individuati 433 progetti (8% del totale del piano) per circa 307 milioni di euro. In Provincia di Bergamo sarebbero circa 130 milioni di euro per progetti richiesti da ben 63 enti. Si tratta di un intenso lavoro, avviato d’accordo con il ministro delle Infrastrutture Graziano Delrio e grazie alla collaborazione delle amministrazioni locali, che ha consentito, di mettere a punto un piano di più di 5mila progetti diffusi in tutto il Paese, per complessivi 10 miliardi di euro.
“Con questo piano è possibile centrare un doppio obiettivo, ovvero soddisfare le esigenze dei cittadini e svolgere un immediato ruolo anticiclico. Buona parte degli interventi segnalati sono, infatti, già in avanzato stato progettuale, quindi pronti a diventare cantieri in tempi rapidissimi, dando un impulso positivo all’economia e al lavoro”. Sono parole del presidente di Ance Bergamo Ottorino Bettineschi. “Peraltro, aggiunge, come è evidente dall’elenco delle opere, molti lavori riguardano operazioni di protezione e messa in sicurezza del suolo sul fronte del dissesto idrogeologico che nella nostra provincia lo scorso anno ha procurato notevoli danni, in particolare nel periodo estivo. A livello meteorologico, le precipitazioni definite come “bombe d’acqua” sono e saranno sempre più frequenti: la possibilità di procedere velocemente con le cantierizzazioni serve proprio ad evitare che si ritorni a parlare di dissesto solo dopo una triste conta dei danni, quando la prevenzione è possibile e a questo punto necessaria”.

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