Hafiz Muhammad Zulkifal, l’imam della moschea di Zingonia arrestato all’alba di venerdì nella sua casa di Pognano con altri 8 stranieri, pakistani e afghani nell’ambito dell’operazione antiterrorismo della procura di Cagliari era osservato da almeno 10 anni, da quando fece il suo ingresso in Italia. Gli inquirenti avevano parecchi riscontri sui suoi contatti con gli ambienti estremistici del suo Paese, il Pakistan. In particolare con Al Qaeda e le cellule così dette “satelliti”. A certificare questo vi sarebbero migliaia di telefonate raccolte dagli inquirenti. Col passare degli anni l’imam sarebbe divenuto sempre più spregiudicato. E’ proprio sugli sms che riceveva che gli investigatori hanno concentrato la loro attenzione. Come scrive nell’ordinanza il gip di Cagliari Giorgio Altieri (che sarà a Bergamo con il pm sardo Danilo Tronci per interrogare l’imam), «nonostante la cautela che questi adottava, le intercettazioni di conversazioni e comunicazioni tra presenti e alcuni documenti hanno dimostrato la sua appartenenza terroristica.
Si parla di gruppi terroristi pakistani efferati. E che, secondo le accuse, proprio anche tramite Zulkifal e gli altri arrestati, in Italia, ma a quanto pare non nella Bergamasca, avrebbero raccolto per anni fondi da destinare al finanziamento di attentati in Pakistan. In un dialogo intercettato nel giugno del 2011, l’allora già imam a Zingonia spiega all’interlocutore che è più importante finanziare i terroristi kamikaze che la costruzione delle moschee. Non solo: una serie di sms inviati il 19 novembre d 2011 da una persona non identificata si leggerebbero, secondo gli inquirenti non solo le conferme di atti terroristici ma anche di finanziamenti organizzati proprio dall’imam. Qualcosa di più potrebbe chiarirsi nell’interrogatorio che forse si terrà già domani o martedì. Gli investigatori non escludono che alcuni suoi sermoni pronunciati a Zingonia fossero incitazioni al fondamentalismo, ma i connazionali ribattono: “Pregava e leggeva il Corano, con serenità. Si occupava anche di istruire i bambini: insegnava l’arabo e siamo sempre stati contenti. I terroristi non hanno nulla a che vedere con noi”. Ma gli inquirenti sono convinti che dietro la sua attività di imam e di padre di famiglia, con 6 figli a carico in Italia, ci fossero progetti eversivi.
dal giornale online: Più Valli TV – News
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