Rientrato ogni tipo di allarme che ancora venerdì aveva impegnato un considerevole numero di uomini sul pendio a ridosso dell’abitato di Clusone, così come al Ponte del Costone e a Casnigo. Una settimana difficile culminata con l’ identificazione dei due presunti autori dei roghi dolosi: nei loro confronti sarà formalizzata nei prossimi giorni la specifica denuncia con l’accusa di incendio doloso. Non resta che fare una conta dei danni. “Purtroppo questi episodi, come sottolineato da Rinaldo Mangili, comandante provinciale della Forestale, creano un danno non indifferente all’ambiente, con ripercussioni perenni”, senza considerare i costi necessari per attivare le varie operazioni. Se si considera l’ utilizzo di aerei canadair, in questo caso 2 a pescare acqua dal lago, il cui costo orario è di poco meno inferiore alla decina di migliaia di euro, In aggiunta agli elicotteri e alle tante forze in campo, si può ben intuire quanto sia consistente il danno causato. Se poi si pensa che da gennaio sono già bruciati cento ettari di bosco e sottobosco: il 90% degli episodi sarebbe di origine dolosa. In tutto l’anno scorso erano pure bruciati cento ettari di territorio e il 77% degli episodi erano stati causati volontariamente dall’uomo. Molti meno gli incendi del 2013: soltanto 8 in tutto l’anno, che era stato piuttosto piovoso, con soli 6 ettari bruciati. Anche due anni fa la stragrande maggioranza dei roghi (il 75%) era di natura dolosa. Il record, ovviamente negativo, di roghi boschivi spetta però al 2012, un anno particolarmente secco a livello climatico – gli incendi furono ben 52, con una superfice totale però inferiore ai primi mesi di quest’anno (bruciarono soltanto, si fa per dire, 92 ettari): l’88% dei casi erano di origine dolosa. Il record per quanto riguarda invece l’estensione dei roghi risale al 2011, quando bruciarono ben 292 ettari in 31 incendi. Un doveroso ringraziamento va agli operatori dell’antincendio boschivo di Rovetta, Gromo, Vertova, Val Gandino e Pradalunga, alla Protezione civile di Clusone, oltre chiaramente al grande dispiego di vigili del fuoco, presenti con squadre giunte da Clusone, Lovere e Gazzaniga, le guardie ecologiche volontarie e gli agenti della polizia locale che hanno provveduto a regolamentare la viabilità.
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