Bruciare la vecchia a mezza quaresima è un’antica usanza che affonda probabilmente nei roghi medievali di streghe e accusati di stregoneria, ma ha assunto anche simbolicamente il significato della cacciata dell’inverno che ormai se ne sta andando. La vecchia, nelle varie comunità, viene rappresentata come simbolo di uno o più vizi additati al pubblico ludibrio, che dovrebbero essere scacciati dalla comunità proprio tramite il fuoco purificatore. Rito ancestrale e pagano, il rogo della vecchia viene riscoperto oggi alla luce di tanti simboli civili ed ha, per chi lo vuole, anche un forte significato sociale ed educativo, come accade anche all’Oratorio S. Filippo Neri di Darfo dove un’enorme vecchia, esposta al pubblico disprezzo e poi bruciata durante una festa collettiva e con lei il terribile cancro delle mazzette pubbliche. E’ significativo il fatto che alla costruzione della vecchia da mettere al rogo partecipino molti diversi strati sociali di una comunità: donne e uomini tutti impegnati a rappresentare quanto dovrà essere denunciato e quindi distrutto dal fuoco. La serata all’Oratorio di Darfo si svolge con il processo pubblico alla vecchia portatrice del male da additare, condannare e distruggere; quindi il rogo purificatore e la serata che finalmente può svolgersi in allegria, puntando sui valori positivi quali lo stare assieme, il socializzare ed il consumare cibo genuino con un buon bicchiere di vino per festeggiare la serenità ritrovata da tutta la comunità.

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