Già ridimensionate dal Governo Renzi le Province, ora toccherà, con la riforma della Costituzione, al riordino istituzionale di tutti gli altri Enti di secondo livello: Aree vaste, Comunità montane, Unioni dei comuni. Quale sarà dunque il futuro assetto istituzionale della montagna? Se ne è parlato all’Aprica in un dibattito moderato e proposto dal consigliere regionale del PD Corrado Tomasi, dove hanno preso la parola una dozzina di politici e amministratori pubblici delle diverse parti politiche, alla presenza di molti sindaci valtellinesi e camuni. Obiettivo: fare lobby sulla Questione Montagna, almeno in Regione, al di là delle appartenenze partitiche. Al centro del dibattito, il riconoscimento inserito nella Legge di stabilità 2015, della specificità di "Province interamente montane" per Verbano-Cusio-Ossola (Piemonte), Sondrio (Lombardia) e Belluno (Veneto). Le buone intenzioni di fare squadra al di là della politica, sono emerse tutte, ma molti sono anche assai scettici circa la possibilità di concrete ricadute per la realizzazione d’un “progetto di riforma istituzionale e finanziaria che restituisca pari dignità e uguali opportunità ai territori montani.

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