Indagini chiuse per il cane massacrato in Crocedomini e rinvio a giudizio, con decreto di citazione diretta per i due responsabili, padre e figlio di Breno accusati di uccisione di animale senza necessità aggravata dalla crudeltà. Lo ha chiesto Roberta Amadeo, il pubblico ministero che sta seguendo le indagini. Nessuna udienza preliminare, ma, come previsto dal codice penale quando si tratta di contravvenzioni ovvero di delitti puniti con la pena della reclusione non superiore a quattro anni o con la multa, la citazione diretta in giudizio. Dunque i responsabili compariranno davanti al giudice. L’udienza non è ancora stata fissata, ma le indagini sono state chiuse e secondo il pm le prove sono inequivocabili. Si tratta di 19 fotografie, inviate in forma anonima da un escursionista al quotidiano Breciaoggi che aveva sollevato il caso quest’estate e da cui, ovviamente, erano partite le indagini.

LE FOTO INCRIMINANTI
Grazie ai fotogrammi scattati da chi aveva assistito al fatto, i carabinieri di Breno, in poche ore, erano risaliti agli autori del gesto, vale a dire ai responsabili del massacro di un cane da pastore, Moro, prima preso a bastonate e poi finito a sassate davanti ad un minore, lo stesso bambino che, secondo i due imputati, il cane avrebbe aggredito, questa la motivazione che avevano addotto per giustificare la fine del povero animale. Una volta trovata la carcassa del cane, i carabinieri hanno completato il quadro probatorio. Quindi sono scattate le denunce, la notizia ha fatto il giro del Paese, a Breno sono arrivati a manifestare gli animalisti, gli stessi che ora accusano il sindaco di Breno, Sandro Farisoglio, di non aver ottemperato alla promessa fatta quest’estate di non rinnovare l’affitto della malga ai responsabili del gesto.

LE RAGIONI DEL SINDACO
In realtà, ci spiega il primo cittadino di Breno, dopo aver chiesto un parere legale, ci siamo resi conto che questa mossa non ci è concessa. Se le associazioni animaliste – cui per altro il comune ha fatto come promesso delle donazioni – sono in grado di indicarci una via legale da seguire per raggiungere questo obiettivo lo perseguiremo, per ora non è possibile. Del resto aggiunge Sandro Farisoglio, che intende fare chiarezza con un comunciato ufficiale già nei prossimi giorni, abbiamo anche fatto effettuare all’ASL controlli sulla malga ed è emerso che l’azienda è sana, i tecnici asl hanno riscontrato che tutti gli animali, sia quelli domestici, che i capi di bestiame godono di ottima salute e sono ben tenuti. Cos’altro fare? Si chiede il sindaco che conclude dicendo che se ci sarà un procedimento penale il comune si costituirà parte civile. Ora non resta che attendere le mosse degli imputati che potrebbe presentarsi a giudizio o tentare un patteggiamento. Il loro avvocato, al momento, non ha indicato quale strategia difensiva intende attuare.

dal giornale online: Più Valli TV – News
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