
Un anno che si conclude “in rosso”, quanto a saldo tra aperture e chiusure di attività, per le imprese commerciali e turistiche sul territorio bresciano. I dati complessivi relativi all’interno anno 2014, sono stati resi noti da Confesercenti Brescia in una conferenza stampa che si è svolta questo martedì mattina. Dati che restituiscono una fotografia oggettiva della natalità, vitalità e mortalità delle imprese bresciane del commercio, del turismo e dei servizi, mettendo a confronto tali dati riguardanti la provincia di Brescia con i risultati regionali e nazionali. Ciò che emerge è che Brescia è tra le prime 15 province d’Italia per numero di imprese e di addetti. Mentre la Lombardia, secondo la Confesercenti, con 815 mila imprese attive e circa 3,7 milioni di addetti, pesa per il 16% nel sistema imprenditoriale italiano e per il 23% per quanto riguarda gli addetti. Tra le province lombarde, dopo Milano che è prima con 288mila imprese e 1,8 milione di addetti, c’è proprio Brescia con 109mila imprese e 389mila addetti. Poi Bergamo (86mila imprese e 358mila addetti). La crescita del sistema imprenditoriale, però, rallenta: -0,3% le imprese e -1,1% gli addetti, e nel 2014 registrano andamenti negativi tutte le province tranne Milano (+0,9% le imprese attive) e Monza e Brianza (+0,5%). I settori che hanno pesato di più nel 2014 sono stati il commercio (24% del totale), le costruzioni (17,1%) e le attività manifatturiere (12,3%). Tra quelle che sono cresciute maggiormente ci sono la fornitura di energia elettrica e gas (+6%) e il noleggio e l’attività di servizi alle imprese (+5,6%). Ad illustrare la situazione economica bresciana, il Direttore generale di Confesercenti Lombardia Orientale, Alessio Marigo e il Presidente Pier Giorgi Piccioli. Accanto ai dati che riguardano le imprese, Confesercenti ha inoltre illustrato i risultati dei flussi turistici provinciali dell’intero anno che si sta per chiudere.
dal giornale online: Più Valli TV – News
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