Ribaltando la sentenza di primo grado, ovviamente, i giudici hanno ridotto, di più della metà anche la pena inflitta alla maestra: 4 mesi che la donna avrebbe scontato già ai domicliari durante le indagini preliminari. Dopo il suo arresto, infatti, nel marzo 2012, dopo alcuni mesi di indagini, la donna aveva trascorso tre giorni nel carcere femminile di Verziano a Brescia e poi sei mesi di domicliari nella sua casa di Ceto. Le indagini dei carabinieri di Breno erano partite dalla denuncia dei genitori di tre ragazzine presentate ai carabinieri di Capo di Ponte. Parlavano di un’insofferenza delle figlie nei confronti della scuola dopo che la maestra le aveva sculacciate, aveva inflitto loro sberle e tirate d’orecchi. Una delle madri aveva presentato alche la registrazione di una conversazione con la donna nella quale l’insegnante avrebbe ammesso di aver affibbiato alla ragazzina uno sculaccione dopo gravi e riptetuti errori della bimba. In seguito a queste denunce erano scattate le indagini supportate da telecamere piazzate nella classe della maestra Antonella. Nelle registrazioni, effettuate per diversi giorni, si vedevano sfuriate, tirate di capelli e d’orecchi. Per il pm e il gip sufficienti per accusare l’insegnante di maltrattamenti. Accuse che hanno retto nel processo di primo grado, ma che sono state decisamente ridimensionate nel corso del processo di secondo grado che è stato celebrato in queste ore e che ha visto rimdimensionare anche la pena per la donna: 4 mesi invece che un anno.
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