Lunedì 24 novembre l’Aula Magna dell’Università della Montagna a Edolo ha ospitato un seminario dal titolo “Le antiche varietà di Montagna: una risorsa per il futuro”. Dopo l’introduzione di Anna Giorgi Direttore Centro Interdipartimentale Ge.S.Di.Mont Università degli Studi di Milano, la relazione è stata sviluppata da Roberto Pilu, ricercatore dell’Università degli Studi di Milano, che ha tracciato la storia del concetto di evoluzione della specie con particolare riferimento al mondo vegetale e nello specifico delle specie autoctone di prodotti della terra che l’uomo ha utilizzato per l’alimentazione. Il seminario ha illustrato l’importanza strategica della conservazione e della valorizzazione delle antiche varietà di montagna: un esempio tra tutti è la ricerca condotta con ottimi risultati scientifici sul mais spinato, di Esine o dell’Annunciata come vorrebbero alcuni. All’Università della Montagna di Edolo si stanno rivolgendo pubblici amministratori e privati cittadini per avere una risposta scientifica sulle antiche varietà e capire se e quanto valga la loro coltivazione. E’ il caso del Comune di Ossimo che ha chiesto di approfondire 4 importanti varietà: il mais, la patata, il fagiolo e lo zafferano. La ricerca sul mais spinato nero della Vallecamonica è stata sostenuta dalla Fondazione della Comunità Bresciana: la ricerca è a buon punto e a breve ci saranno le conclusioni ufficiali che si prospettano interessanti.

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