In Italia si registrano 60 mila nuovi casi ogni anno e si stima che in Europa e negli Usa entro il 2050 ne soffriranno oltre 12 milioni di persone. La fibrillazione atriale, ovvero l’aritmia cardiaca, è in continuo aumento poiché è legata alle maggiori aspettative di vita. Al lavoro per trovare una cura c’è il laboratorio Fru, Unità di riprogrammazione dei fibroplasti dell’Università di Brescia diretto da Patrizia dell’era, milanese ma camuna di adozione, di Artogne, che ha studiato a fondo questa patologia tanto da voler andare a fondo insieme ad un’equipe di biologi, ad un nuovo e sperimentale metodo importato dalla Spagna dalla collega Antonella Consiglio, che parte dai cardiomiociti, le cellule cardiache pace maker che producono lo stimolo elettrico che permette al cuore di contrarsi.
L’obiettivo è verificare se esiste un collegamento fra la fibrillazione atriale e il mutamento in alcune proteine del citoscheletro delle cellule. Una ricerca unica al mondo che parte proprio dall’Italia e dalla provincia di Brescia. Per portarla avanti servono però finanziamenti: 50 mila euro entro un anno. Da qui l’appello del direttore del Laboratorio Fru, a tutti i cittadini, associazioni, enti che vogliano con un piccolo contributo, dare una mano alla ricerca e al lavoro di molte persone che hanno come unico obiettivo quello di salvare nuove vite. Per informazioni patrizia.dell’era@unibs.it.

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