La situazione che si prospetta per le Province e le Città metropolitane è insostenibile e non consente un livello seppur minimo di esercizio delle funzioni assegnate e pertanto che è possibile garantire i servizi essenziali ai cittadini in capo alle Province e alle Città metropolitane. Questa in sintesi la posizione dell’UPI dopo l’incontro a Roma fra presidenti delle Province e dopo l’incontro con il Premier. L’UPI afferma in sostanza che qualora il Governo non riterrà di intervenire a modificare l’attuale impostazione della manovra economica, i presidenti non si assumono le responsabilità per il fallimento del processo di riforma appena avviato e soprattutto per le gravi conseguenze che da questo deriveranno per le comunità amministrate (mancata manutenzione e messa in sicurezza di strade e scuole, impossibilità di provvedere con i ‘piani neve’ ad assicurare la viabilità nella stagione invernale, impossibilità di assicurare la gestione ordinarie degli istituti superiori – pagamento utenze, riscaldamento, acquisto arredi, impossibilità di intervenire sul dissesto idrogeologico). Il problema riguarda le finanze Provinciali, decimate dai tagli. Quindi i presidenti delle province fra cui il camuno Pierluigi Mottinelli alla guida del Broletto, chiedono al Governo in un documento congiunto, di ridurre drasticamente il contributo alla manovra richiesto a Province e Città metropolitane, e di eliminare le sanzioni per lo sforamento del patto di stabilità, di definire in Legge di stabilità quali sono le funzioni e quindi i servizi, le risorse e il personale che le Province dovranno esercitare dal 1° gennaio 2015, e di verificare l’impatto della manovra economica su queste funzioni e questi servizi per rendere compatibile il contributo richiesto alle province per il risanamento dei conti pubblici con la garanzia di potere continuare ad esercitare tali funzioni in maniera da rispettare il diritto dei cittadini a servizi efficienti.
FRONTE COMUNE CONTRO I TAGLI
Dall’assemblea è emersa la convinzione che i tagli previsti dalla legge di stabilità siano insostenibili per il sistema degli enti locali, soprattutto per gli effetti negativi sull’erogazione dei servizi essenziali ai cittadini. Se il Paese vuole ripartire e tornare a crescere -è stato ribadito- bisogna invece scommettere sui Comuni, le città metropolitane e le nuove province dei Comuni. Sulla legge di stabilità lunedì 3 novembre è previsto l’incontro tra Presidenti di Giunta e Consiglio della Regione Lombardia, insieme ai capigruppo, con i parlamentari lombardi, che sono stati invitati a un confronto che avverrà in Aula consiliare. L’assemblea del CAL, il Consiglio delle Autonomie locali presieduto da Virginio Brivio, si è riunita a Palazzo Pirelli per un’analisi degli effetti della legge di stabilità sul sistema delle autonomie.
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