Massimo Giuseppe Bossetti compie questo martedì in carcere il suo 44esimo compleanno. Rifiutata sia dal Tribunale di Bergamo sia dal Tribunale delle Libertà di Brescia, la richiesta di scarcerazione presentata dai suoi legali, il carpentiere di Mapello detenuto nella struttura penitenziaria di via Gleno a Bergamo dal 16 giugno di questa estate, prosegue il suo isolamento lontano dai suoi famigliari anche nel giorno del suo compleanno. Su di lui pesa la prova del DNA trovato sugli indumenti di Yara Gambirasio e pesano una serie di circostanze che collocano l’operaio nei pressi della palestra nei giorni e nell’ora della scomparsa della 13enne di Brembate. C’è poi il furgone bianco ripreso dalle telecamere e ci sono le celle telefoniche. Indizi sufficienti a tenere Bossetti in carcere da oltre 4 mesi in attesa del processo ma non supportati da altre prove scientifiche oltre a quella regina del DNA.

NUOVE ANALISI SUL FURGONE
Decisivi in questo senso saranno gli esiti delle analisi sui peli trovati sul luogo del delitto e anche le analisi svolte sempre dai Ris di Parma sui mezzi dell’artigiano edile. Intanto la moglie con i tre figli, i genitori, la sorella gemella, tutta la sua famiglia è unita nel sostenere la sua innocenza tanto da essere anche stata oggetto di alcuni atti intimidatori negli ultimi mesi. Il pm Letizia Ruggeri ha conferito un nuovo incarico a un consulente, perché analizzi alcuni peli trovati sul furgone dell’indagato: per questi accertamenti il magistrato ha nominato il professor Carlo Previderè, responsabile de laboratorio di Genetica forense dell’Università degli studi di Pavia; lo stesso esperto che ha analizzato il boccaglio dell’etilometro utilizzato per prelevare (a sua insaputa) il dna a Massimo Bossetti e che si è occupato dell’analisi delle circa 200 tracce pilifere scoperte sul cadavere della vittima. L’accertamento sui peli sarà in contraddittorio: potranno partecipare il consulente della famiglia Gambirasio, il genetista Giorgio Portera, ma anche quelli della difesa, la professoressa Sarah Gino e la sua collega Monica Omedei, dell’Univesità di Torino. Intanto passano i mesi e per Bossetti passa anche un compleanno. La sua famiglia gli ha inviato un messaggio scritto di auguri ed è andata a trovarlo in carcere.

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