Si è costituita con atto notarile sabato la neonata cooperativa sociale “Nuova Lizzola”, che giovedi ha depositato in municipio a Valbondione la sua offerta per gestire a partire dalla prossima stagione gli impianti di risalita della stazione dell’ Alto Serio. La volontà di collaborazione è espressa attraveso il logo che rappresenta un intreccio di mani, a significare la determinazione nel  dare una svolta a un periodo che ha tolto il sereno alla frazione seriana. Presidente è Fabio Semperboni dipendente di Uniacque, che può contare su una ventina di motivati collaboratori. Ben più di una voce evidenzierebbe la presenza nel gruppo del patron della stazione di Colere Angelo Stabilini, presidente Sirpa. Non solo neve nei progetti di “Nuova Lizzola” la cui proposta economica depositata in Comune a detta del presidente è
definita buona, molto buona, anche se fino al 15 ottobre, termine ultimo per presentare le offerte, non vuole aggiungere altro.
Bocche cucite dunque in attesa della rinascita conseguente alle vicende che hanno coinvolto la Stl,  società degli impianti sciistici di Valbondione fallita alla fine di maggio dopo aver chiuso le piste nel marzo scorso. Chi verrà scelto prenderà in carico sciovie, seggiovie, campo scuola e anche  la pista da fondo di Casa Corti. Una volta verificata la sostenibilità dell’operazione, il Comune deciderà se acquistare o prendere in affitto il ramo d’azienda, ciò entro il 31 luglio 2015, anche se le dichiarazioni di Osvaldo Esposito, il curatore fallimentare di Stl lasciano intuire che se ne comincerà a parlare ben prima dell’operazione. Non manca di certo la determinazione da parte di Semperboni , presente anche ad Alta Quota,  determinati a continuare dopo  l’anno di sperimentazione ritenuto più che utile. L’ obiettivo è comune: andare d’accordo per il bene del paese, con un occhio ai creditori, ma l’altro spalancato sulle seconde case vuote, sui negozi, i bar e i ristoranti che vogliono resistere.

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