Erano diversi i manifestanti che appostati all’ingresso principale della Persico in via Marconi a Nembro, hanno accolto gli ospiti e il corteo di auto che ha accompagnato Matteo Renzi all’assemblea di Confindustria Bergamo con un fitto lancio di uova, verdura, terriccio e qualche insulto: “Renzi venga a parlare con noi – hanno chiesto al megafono, noi sappiamo cosa si deve fare per riformare il mercato del lavoro”. “L’articolo 18 non si tocca, lo difenderemo con la lotta”: lo slogan era chiaro sin dalla vigilia e i lavoratori della Fiom Cgil in presidio fuori dai cancelli dell’ex Comital.  lo hanno scandito a piena voce, spesso urlandolo, tra lo sventolio di bandiere e dietro a un folto cordone di forze dell’ordine. Obbiettivo della protesta, ovviamente il Premier Matteo Renzi, ospite dell’assemblea degli industriali orobici, e la sua riforma del lavoro i cui contenuti non sono piaciuti e continuano a non piacere alla Fiom: “Il disegno di Legge voluto da Renzi – aveva sottolineato il segretario dei metalmeccanici orobici della Cgil Eugenio Borella durante il comitato direttivo della categoria – si configura come una sostanziale delega finalizzata alla cancellazione di fondamentali norme dello Statuto dei Lavoratori, tra cui l’articolo 18, per una complessiva manomissione del diritto del lavoro in nome di una redistribuzione delle tutele in favore dei lavoratori precari. E fuori dai cancelli della Persico Spa, Borella ha rincarato la dose contro Renzi: “Se il presidente del Consiglio vuole creare nuova occupazione, non è eliminando l’articolo 18 che riuscirà a farlo. Scegliere di cambiare è il titolo dell’assemblea degli industriali? E allora Confindustria torni ad investire sul territorio, e su questa Valle che sembra soffrire di più la crisi in particolare, creando posti di lavoro: è in questa direzione che dovrebbe andare il tanto decantato cambiamento”.

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