E’ stato presentato questo giovedì mattina presso il Tribunale della Libertà di Brescia dai legali di Massimo Bossetti, il muratore in carcere dal 16 giugno scorso con l’accusa di essere l’assassino di Yara Gambirasio, l’appello contro l’ordinanza del GIP di Bergamo Ezia Maccora che nega la scarerazione del 40enne di Mappello. Per noi, hanno detto gli avvocati Silvia Gazzetti e Claudio Salvagni, non ci sono esigenze cautelari in carcere perché non sussisterebbero gravi indizi di colpevolezza a carico dell’uomo. Secondo i suoi legali il GIP, rigettando la richiesta di scarcerazione avanzata nei giorni scorsi, non avrebber risposto a tutti i dubbi sollevati sulla copevolezza di Bossetti. I due avvocati continuano a mettere in discussione i quattro punti cardine su cui poggia l’indagine, cioé il DNA sugli slip e sui leggins di Yara, gli ultimi agganci sul telefono dell’uomo, la polvere di calce nei polmoni di della ragazzina e la testimonianza del fratellino della ginnasta che parla di un uomo col pizzetta su un’auto grigia. Bisognerà attendere qualche giorno per avere la decisione del Tribunale della Libertà. Massimo Bossetti, intanto, resta in isolamento nel carcare di Bergamo dove si otrva rinchiuso dal giorno dell’arresto, il 16 giugno scorso.

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