Il Sindaco di Breno Sandro Farisoglio, a seguito di richieste preoccupate da parte di alcuni cittadini circa la restituzione della quota di depurazione delle acque pagata negli anni 2003-2008 non dovuta in base alla sentenza della Corte costituzionale 335 del 2008, rispondendo anticipatamente ad una richiesta del gruppo consigliare di minoranza “Brenesi per Breno” che chiedono di trattare l’argomento in un consiglio comunale urgente, interviene con argomentazioni che ripercorrono la storia amministrativa e del diritto sulla questione. Infatti il Comune ha incassato complessivamente 672.000 euro per 5 anni, dal 2002 al 2008, prima della sentenza citata. La ricognizione giuridica e normativa fatta dagli uffici comunali dice che la quota non deve essere restituita e ciò indipendentemente da chi abbia fatto o meno domanda di rimborso. Infatti, una buona parte dei fondi accantonati è stata impiegata per la realizzazione del grande collettore della media Valle, per il quale il Comune di Breno aveva realizzato lavori per 250.000 euro solo per agganciarsi al collettore stesso. Il Sindaco Farisoglio ci tiene a precisare, con un punta di orgoglio, che Breno è uno dei Comuni più depurato in Vallecamonica: ha una rete di depurazione maggiormente estesa ed efficiente, al punto che sono raggiunte anche frazioni lontane come Astrio, che a 800 metri di quota e con soli 300 abitanti possiede un suo depuratore. In ogni caso la questione è di primaria importanza e a giorni ci sarà il parere “pro veritate” secondo il quale il Comune agirà di conseguenza: o non rimborsare a nessuno, o rimborsare a tutti coloro che hanno versato.

dal giornale online: Più Valli TV – News
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