Si concluderanno il prossimo lunedì gli accertamenti iniziati a fine anno scolastico alla scuola media di Gandino e Cazzano
Sant’Andrea. Gli esami si sono resi necessari dopo il caso di Tbc polmonare di cui è risultata infetta un’ insegnante, sottoposta alle necessarie cure. Stando ai test svolti fino ad ora, non risulterebbero altri casi eccezion fatta per quello individuato in una comunità di immigrati di Monasterolo.Tornando al caso di Gandino, l’ insegnate, residente in zona, ha manifestato i sintomi della malattia a conclusione dell’ anno scolastico. E’ il primo episodio accaduto alle medie di Via Tacchini, frequentate da 150 alunni.
A sottoporsi ai necessari test sono stati una trentina di ragazzi delle due classi nelle quali prestava servizio l’ insegnante. “Non è stato semplice, spiegano del dipartimento di prevenzione medica dell’Asl di Bergamo, essendo periodo di vacanze, quindi
con difficoltà di contatto”. Toccherà ora agli altri insegnanti e studenti, sottoporsi allo screening.

PER ORA NESSUNO POSITIVO
Va detto che il riscontro su alcuni dei 30 studenti delle due classi è risultato positivo ai test, ma questo non significa assolutamente che abbiano contratto la malattia. La giustificazione sta nel fatto che  in passato, l’individuo è stato a contatto con il batterio ma che
il corpo ha reagito senza che si fosse sviluppata la malattia, lasciando però traccia riscontrata dagli esami.
In quei rarissimi casi in cui si scopre la malattia si procede alla cura, della durata di un anno, come nel caso dell’insegnante, costretta a restarsene a casa, onde evitare possibili contagi.
Nel frattempo l’Asl ha invitato tutti gli alunni della scuola a
presentarsi lunedì, dalle 12 alle 13, nella sede Asl di Gandino per
effettuare il test, quindi verificare se qualcuno sia stato infettato.
A preoccupare sono casi come quello accertato ad agosto nella comunità di immigrati a Valpiana, sui Colli di San Fermo. Le ragioni stanno nel fatto che la cura dovrebbe durare circa un anno, ma spesso viene interrotta prima. Gli immigrati infatti si spostano in altri paesi, cambiano residenza, e non sempre è possibile seguirli. In tal caso la malattia facilmente si riacutizza e il soggetto può tornare ad essere contagioso.

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