Chi guarda impressionati il segno dell’acqua e del fango sul muro e si accorge che ha sfiorato la finestra della camera in cui dormiva. Chi mette ad asciugare tappeti, chi spazza la strada, chi gratta via il fango con la spugna, chi svuota tutto dalla cantina, garage o seminterrato e poi si ferma a constatare che gran parte di ciò che vi era accumulato, mobili, attrezzi, anche televisori e materassi, è tutto da buttare. Questo mercoledì a Sonico molte persone hanno continuato a spazzare via il fango dalle strade, dal ciotolato, dalle cantine in cui il fango si è depositato e va portato via un secchio alla volta. Dove c’era un giardino oggi c’è una montagna di legna, sassi e fango, una scala interrotta, un muro che ha ceduto mostrando l’interno di una stanza. La potenza dell’acqua che porta tutto con sé è ancora ben impressa nella mente degli abitanti che sono scampati al pericolo. Dopo la paura oggi Sonico è un paese che tira un sospiro di sollievo e dove tutti i volontari dei vari gruppi di protezione civile giunti da moltissime paesi di tutta la provincia, con il sorriso e tanta buona volontà, si sono rimboccati le maniche e armati di stivali di gomma e pala, si sono messi al lavoro.

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