Breno – La boutade di una presunta annessione al Trentino del Comune unico Pontedilegno-Temù-Vione fatta dal consigliere regionale Corrado Tomasi, in caso di esito positivo del referendum di ottobre, ha trovato terreno fertile a Breno. Di seguito la lettera del sindaco Sandro Farisoglio.

“Come sindaco di uno dei cinque Comuni confinanti con il Trentino (oltre a Breno ci sono Ceto, Saviore, Cevo e Ponte di Legno) non posso restare indifferente di fronte alle dichiarazioni del consigliere regionale Corrado Tomasi in merito all’annessione al Trentino del possibile Comune unico Pontedilegno-Temù-Vione.

Noi siamo considerati i privilegiati rispetto agli altri Municipi della Valle in quanto confinati con il Trentino, perché da qualche anno godiamo di risorse aggiuntive per i nostri bilanci. Non dobbiamo dimenticare, però, che i fondi che si stanno investendo, o che sono già stati investi negli ultimi anni (per Breno parlo della strada comunale per Astrio, della piscina, di piazza Ronchi e dell’ascensore) sono frutto sia della buona gestione operata dal Comitato presieduto dall’onorevole Roger De Menech, già sindaco di Ponte delle Alpi, persona semplice e operativa; sia dell’opposizione che i cinque Comuni confinanti hanno mantenuto di fronte alla precedente cattiva gestione portata avanti dalla Regione Lombardia e dall’allora presidente del comitato Aldo Brancher. I nostri Comuni hanno tenuto una posizione netta e forte fino a presentare ricorso al presidente della Repubblica, ricorso poi transato con l’arrivo dei primi fondi e di garanzie valide per il futuro, le stesse che oggi si stanno concretizzando in progetti veri e utili.

Questo preambolo per dire che se si sta fermi, in politica, si subisce a discapito di altri territori più fortunati. Per questo ritengo corretto cogliere la proposta di Corrado Tomasi, perché i Municipi camuni non possono più accontentarsi. Regione Lombardia non sta investendo nella montagna e, soprattutto, non lo sta facendo in Valle Camonica. Tiene tutti calmi promettendo milioni a seguito di un referendum che, seppur giusto e scontato nel quesito, sa poco di pratico e concreto.

Fa specie poi vedere come gli Enti superiori, in particolare Regione e Provincia, predicano l’autonomia ma poi non consentono ai sindaci di gestire autonomamente molte funzioni. Pensiamo all’acqua: Provincia e Regione la vogliono gestire loro stesse, perché troppo interessante e redditizia! Il Comune di Breno ha dovuto addirittura presentare un ricorso alla sua stessa Provincia, lo scorso anno, per cercare di mantenere una gestione in proprio. Mi sembra proprio un controsenso rispetto alla politica (solo) annunciata. Insomma, si parla tanto di tutela della montagna ma alla prima occasione la si vuole privare della sua risorsa più preziosa: l’acqua. Non dimentichiamo che sull’acqua un referendum c’è già stato, con esito chiarissimo.

L’annessione al Trentino potrebbe essere la strada corretta. I veri privilegiati sono quei territori ed è giunto il momento di provarci. Non solo l’Alta Vallecamonica, però, ma tutti i Comuni della Valle devono provarci, con capofila i cinque Comuni confinanti, così da poter dare la possibilità a tutto il nostro territorio camuno di poter godere dei benefici del Trentino. Sono per questo favorevole ad ampliare queste risorse anche a quei Comuni della nostra Valle che, seppur non fisicamente confinanti con la provincia di Trento, ne risentono la disparità. Mi auguro che il consigliere regionale Corrado Tomasi possa aprire un tavolo operativo al più presto per dettare tempi e modalità di azione!

Sandro Farisoglio”

dal giornale online: Gazzetta delle Valli News EDOLO
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